La quarta OTA (tentativo comunitario, parte 2)

Cari,
Quarto_Stato
facendo riferimento al post di Nadine riguardo a Hotelife, un portale pensato per promuovere i canali diretti degli Hotel e, perche’ no, per diffondere una cultura delle prenotazioni online che sia piu’ vicina agli interessi degli hotel che a quelli dei super big…. beh, facendo riferimento al tentativo comunitario, voglio proporre un’idea.

La condivido qui, senza gelosie: non e’ escluso che Nadine stessa possa utilizzarla per Hotelife, per esempio, o che anche terzi possano svilupparla.

Dunque: partiamo dalle automobili. Un amico mi ha raccontato che vuole chiudere l’officina dove lavora. “E’ strano”, dico io. “Le macchine si rompono, cosa c’e’ che non va?”. La risposta e’ semplice: mentre qualche anno fa ogni bozza era margine puro per il carrozziere, oggi le cose sono cambiate. Ecco cosa mi ha spiegato. Oggi il margine e’ della Wolkswagen. La macchina abbozzata non si ripara: si ordina il pezzo nuovo e il carrozziere si limita al montaggio. Ovviamente, il margine piu’ consistente e’ quello della big corporation.

La cosa piu’ impressionante e’ che la big corporation e’ ovviamente furba: impone i prezzi con un obiettivo a lungo termine, facendo in modo che gli operatori guadagnino il minimo per tenere in vita il business (stabilendo quindi i prezzi non tanto sulle proprie prestazioni).

Ora, trovo questo piccolo racconto una grande metafora dei nostri tempi. Questo tipo di business model, figlio della globalizzazione e della grande concentrazione dei capitali, e’ ovunque. In rete c’e’ Google. Nell’ambito artistico le case editrici e di produzione stanno tutte dietro a X-factor. Nel turismo c’e’ chi immaginate. Non parliamo della televisione. Le ricchezze sono distribuite molto male.

Dunque, cosa si puo’ fare per migliorare? Non e’ possibile agire come una big corporation: il confronto e’ puerile. Ecco l’idea.

Cosa ne dite di un portale di cui gli albergatori stessi siano i proprietari? E cosa significa?
liberté-égalité-fraternité

Tutti i proprietari possono contribuire alla promozione del portale (leggi adwords). Distribuendo le spese per la promozione, si raggiungono i capitali giusti per guadagnarsi una fetta di mercato. Notate la parola possono. Cosa significa? Significa che chi investe guadagna non soltanto sulle proprio prenotazioni, ma anche su quelle altrui. In altre parole, vengono distribuite le spese per la promozione e, nella stessa misura, vengono distribuite le revenue.

Ogni albergatore ha potenzialmente una duplice revenue: quella delle vendita diretta e quella dell’intermediazione. Cosi’, se una struttura non investe, nessun problema: paghera’ piu’ commissioni sulle sue prenotazioni. Che a loro volta verranno distribuite a chi ha investito.

Insomma, c’e’ anche un bel meccanismo che premia i meriti.

Bisogna capire se esiste un pool di albergatori/imprenditori e/o un buon volume di piccole strutture che possano reggere lo startup, investendo cifre che possano permettere il lancio.

Attenzione: nessuno parla di “associativismo” e invito chiunue commenti la cosa e dimenticarsi di federablerghi, regione toscana e simili. Qui parlo di un vero e proprio modello di business (siamo imprenditori, non politici), sebbene distribuito.

In attesa di calorosi insulti, i miei omaggi alle nostre ziette.

14 Responses

  1. La polverizzazione delle proprietà degli hotels in italia è figlie degli individualismi esasperati e miopi di noi albergatori.

    l\’idea è ottima e io la sottoscrivo per privo, tra l\’altro abbiamo gia tutto per lanciarla, software, know how hotels, ecc.

    Io ci sono. Anche come socio.

  2. Oltre ogni aspettativa !!
    Sono il secondo socio .

    Ora è importante contarci.

    Proporrei di aprire un sondaggio
    sul forum con un piccolo questionario
    4/ 5 domanda di indirizzo generale
    per capire meglio ;

    1) Quanti siamo
    2) Come vogliamo partecipare
    3) Quanto investire

    Saluti Massimo

  3. Grande Yellow!

    hai sempre belle idee..pratiche semplici e costruttive.

    Magari sarà difficilotto metterla in pratica..ma con voi si può sempre tutto.

    Se si è abbastanza e si tiene conto anche delle dimensioni delle strutture io posso dire che si può fare…

    Aggiornaci! 🙂

    Gab

  4. Ciao boyz….

    fatemi capire: stiamo cercando di valutare una possiblità di toglierci dalle scatole le OTA e vogliamo investire per farne una di nuova?! 🙂

    focalizziamo…

    chi non vuole o non può investire pagherà più commissioni… e chi glielo fà fare di aggregarsi?! si ritroverà come prima ad esser sanguisughizzato da una “nuova” 4ta OTA

    e qui mi allaccio a chi vuol investire:

    deve prima tirar fuori il grano per lo startup che non saranno pochi… si ritroverà a non avere il volume desiderato delle commisioni di chi non investe perchè forse non ci saranno proprio nel portale e le commissioni che si auto infliggerà saranno comunque re-investite in pubblicità per mantenere il passo con le big…

    risultato:

    devi tirar fuori i soldi per l’investimento iniziale…non prendi i soldi di commissione dagli altri e quelli che paghi di commissioni neppure perchè servono per la pubblicità…

    ma allora resto dove sono con le OTA attuali che tanto i soldi dello startup e per la pubblicità se li pagano loro con le mie commissioni… zero impicci e prodotto già consolidato…

    mmmmmhh scusate ma se ho capito così qualcosa non mi torna…

    vi prego aiutatemi a capire 🙂

    grazie…

  5. Penso sia una buona idea, io personalmente ho iniziato sempre con ota molto piccole e che nel corso degli anni hanno raggiunto risultati eccezionali, cominciando poi ad avere comportamenti da big …….

    se questa ota la fonda yellow io mi associo.

  6. Mmm,

    facciamo cosi’, vediamo se da un intervento tra lo scherzoso e il provocatiorio puo’ seriamente nascere qualcosa di buono. Ora stiamo pubblicano ZaK (atteso in settimana).

    Quindi, provero’ a scirvere un documento e a buttare giu’ delle guide linea, chiarire le idee. Per vedere se la cosa e’ fattibile. Poi se il documento lo si trova buono, ci si potrebbe incontrare in quel di Roma. Male che vada, gita fuori porta e ci si conosce dal vivo

  7. Il nostro egoismo, la nostra stupidità e le nostre paure danno la possibilità ai furbetti di sfruttare il nostro lavoro.
    Ottima idea complimenti la forma non sarà forse quella definitiva ma la direzione è quella giusta e al momento l’importante è partire.
    Io ci sono con tutta la mia forza.

    Mirko.

  8. Salve a tutti,

    ottima idea, ma vi posso assicurare che Sebastiano non ha tutti i torti.. l’investimento è davvero grande, si parla di cifre con 6 zeri ogni mese se ci si vuole avvicinare a Booking.com.

    Nel mio piccolo, assieme ad altri due soci abbiamo provato a lanciare un portale con collezioni tematiche dei migliori hotel italiani (www.italiancollection.com) e non è stato per niente semplice visto che si parlava di fine 2007.

    Oggi verrebbe da dire che l’investimento è stato spropositato per i risultati ottenuti, ma la forza del gruppo che vuole creare Yellow potrebbe sopperire la mancanza di capitali. Occhio però al CDA… tanti soci=tanti soldi… ma anche tante teste!

    In bocca al lupo!!

    Matteo

  9. Il problema focale sono come sempre i soldi, il principio puo\’ essere buono ma senza un buisness plan ben articolato non si sa\’ neanche di cosa si parla.
    I problemi pincipali sono

    -Quali vantaggi avrebbero i clienti a prenotare su questo portale? nessuno visto il parity rate, e nessuno sconto speciale e\’ possibile farlo visto che cmq si devono pagare delle commissioni per ogni prenotazione andata a buon fine

    – Quindi i clienti devono essere trovati su google, questo comporta lavorare di adwords oppure con un seo a 3 anni minimo ( troppi siti anziani e forti ci sono ora) lavorare di adwords comporta un\’annuncio a circa 1 euro a click considerando un ritorno del 2% di prenotazioni ogni 100 click si ottengano ritorni \"minimi\" da parte delle commissioni, quindi con continue immissioni di capitali per poter star \"su\’\".

    Per poter gestire un portale al momento l\’unica soluzione e\’ quella di vederla dalla parte del cliente, ci deve essere un perche\’ il cliente si ricorda il nome del portale senza ricercarlo su google( e quindi facendoci risparmiare) questo perche\’ e\’ dato o dal prezzo delle camere, o da qualche servizio speciale o dalla community o da altro fattore X.

    Quindi ritengo che possa essere un\’idea carina ma finanziariamente impraticabile per la mancanza di qualsiasi convenienza per il cliente a prenotare su questo \"sito\", l\’unico vantaggio (da verificare) sarebbe quello per noi albergatori di possibili guadagni.

    Strutturarlo riuscendo a trovare il vantaggio anche per i clienti, farebbe l\’idea fattibile.

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