Influencer marketing e Hospitality: come valutare una collaborazione?

Cari e care WuBookers,

vi siete mai chiesti se serve l’influencer marketing nel settore dell’hospitality? Forse anche a voi sarà capitato di essere contattati da una o un influencer che vi chiedesse di poter soggiornare nella vostra struttura a vostre spese in cambio di visibilità sui propri canali. Cosa rispondere in questi casi? Ma soprattutto: come valutare la sua proposta?
Vi spieghiamo tutti i fattori di cui tenere conto. 

Chi è l’influencer

Una figura molto importante e in costante ascesa negli ultimi anni è proprio quella dell’Influencer: una persona che ha una buona risonanza online, che riesce a raggiungere un buon numero di persone selezionate ed attive (la sua community), le quali tendono ad essere fiduciose e curiose di scoprire ciò che viene loro proposto. Detto in parole povere, un influencer è colui o colei che, grazie alla propria presa di posizione, riesce a ispirare e “condizionare” le scelte di acquisto dei propri fan. 

Che cos’è l’influencer marketing

È una forma di marketing con cui un brand o una realtà decide di collaborare con un influencer online, coinvolgendolo nella sua strategia di comunicazione per promuovere un suo prodotto, servizio o come nel vostro caso, la vostra struttura. 

Il canale social che noi consigliamo per questo genere di attività è sicuramente Instagram, terreno fertile per ogni tipologia di influencer. Come dimostra una recente indagine di SocialPubli, infatti, il 96% dei marketers considera Instagram la piattaforma migliore per creare questo genere di partnership.
Nel turismo, però, non sottovalutate chi ha un blog, non solo travel blogger. I contenuti scritti e ben indicizzati sono infatti un’ottima risorsa per raggiungere pubblico in target, nel tempo.  

Qualche numero dell’influencer marketing nel settore travel

Nel 2020 una ricerca condotta da Influencer Marketing Hub dimostra come per ogni dollaro di budget investito in questa attività di co-marketing, se ne possano guadagnare fino addirittura a 18, con una media di 5.78 dollari. Uno studio di Forbes afferma che “il fattore Instagram gioca un ruolo cruciale per le decisioni prese dai millennial nell’ambito delle destinazioni di viaggio”. Ciò significa che uno scatto ben realizzato batte molti altri fattori che un tempo venivano considerati fondamentali, come il costo, l’offerta culinaria e le opportunità di svago presenti su un determinato territorio.

Ma l’influencer marketing è solo per grandi gruppi alberghieri? E quanto costa?

Diciamo che una buona strategia di influencer marketing volta ad individuare l’influencer o gli o le influencer giuste non sono accessibili solo alle grandi strutture alberghiere, ma possono essere un buon investimento, se ben ponderato, anche per strutture più piccole. Non è facile individuare una cifra standard anche se, in linea di massima, possiamo dire che per ingaggiare un micro influencer (cioè profili che vanno dai 10.000 ai 30.000 fan), che potrebbe generare ottime conversioni, potrebbe bastare una cifra compresa tra i 400€ e i 1000€. In totale, quindi, se decidiamo di contattare almeno 2-3 micro influencer simultaneamente, l’investimento (tenendo conto di organizzazione, gestione, monitoraggio, costi “vivi” per l’ospitalità e il viaggio) potrebbe avere un ordine di grandezza di 6000€.

Partiamo dalle basi: i vostri profili social e il vostro sito

Prima di scegliere l’influencer giusto e di analizzare il suo media kit (cioè un documento di presentazione con i dati del profilo) è importante fare un’analisi oggettiva della vostra comunicazione. I profili social sono curati e aggiornati? Il sito converte le visite in prenotazioni?
Senza aver verificato questi elementi anche il o la migliore creatrice di contenuti non potrà portarvi risultati sperati.
Seguireste mai una struttura che presenta delle brutte foto con profili e informazioni ferme a 2 anni fa?

Le 4 domande che dovete farvi prima di intraprendere un’azione di influencer marketing. 

– Qual è l’obiettivo per cui vogliamo coinvolgere l’influencer? 
– Che cosa vogliamo che comunichi?
– Quali servizi vogliamo che metta in evidenza?
– Chi lo seguirà mentre sarà vostro/a ospite?

La collaborazione con un influencer può portare ad un aumento del numero di conversioni e ad un aumento di popolarità. Detto questo, molto dipenderà dal prodotto che abbiamo scelto di promuovere. Trattandosi di una struttura turistica scendono in campo diversi fattori come la stagionalità, le possibilità economiche, le distanze geografiche e tanti altri ancora che, gioco forza, porteranno gli utenti ad attivarsi nel medio-lungo periodo. Ricordatevi che questa collaborazione potrebbe portare ad ampliare il bacino di nuovi utenti ma potrebbe anche rafforzare il rapporto con la nostra community pre-esistente, invogliandola a tornare. 


Scegliere l’influencer giusto/a per la vostra struttura e per la vostra strategia marketing.


Nessun influencer è uguale ad un altro e la scelta del suo posizionamento genererà a cascata una serie di altre scelte.
Dal suo posizionamento infatti dipenderanno il target di pubblico a cui si rivolgerà, la scelta dei contenuti, il tono di voce, la frequenza di pubblicazione… questi sono alcuni dei parametri tecnici da valutare. Tenete presente che dialogo e interazione, basati su contenuti di qualità, sono le “armi” di un influencer professionista. 
Avere molti follower non è più una garanzia di successo. Esistono profili con ampissimi bacini di utenza che risultano molto meno efficaci di quelli dei micro-influencer con nicchie più specifiche e genuinamente interessate. In poche parole, ciò che conta davvero non sono i numeri, ma l’engagement, il coinvolgimento.
Per scegliere l’influencer o capire se la persona che vi ha contattati può essere quella giusta all’interno della vostra strategia marketing, dovrete verificare inizialmente che non si tratti di qualcuno/a totalmente estraneo/a al vostro ambito di riferimento. Ad esempio se è un amante dello stile di vita slow e del turismo sostenibile, non avrà senso invitarlo o ospitarlo se la nostra struttura non è attenta a questi temi. Allo stesso tempo non fossilizzarvi solo sul vostro settore e sul vostro prodotto potrebbe rivelarsi una scelta vincente. Ad esempio potreste invitare un influencer del settore lifestyle che è affine ai vostri valori e potrebbe parlarne con il giusto tono di voce, anche se non è un travel blogger.

Cosa fare per valutare un influencer 

Prima cosa da fare se vi contatta un influencer è farvi inviare il media kit. Se volete potete controllare il suo profilo su alcuni tools gratuiti in grado di misurare le performance dei profili Instagram, come Not Just Analytic.

Per valutare un profilo dovrete controllare:
 le impression: il numero delle visualizzazioni totali che un post, un articolo, una pagina di un sito possono raggiungere;
– la reach: la copertura, il numero di utenti unici che hanno visualizzato un annuncio, una story, un post o una pagina, l’engagement; 
– le interazioni del pubblico con i diversi contenuti digital pubblicati (reazioni o commenti ai post).

Il progetto con l’influencer per promuovere la vostra struttura 

Avete capito che non basterà ospitare l’influencer nella vostra struttura. Una volta che avrete deciso qual è l’obiettivo su cui incentrare la vostra attività di influencer markerting, dovrete preparare insieme a lui/lei un progetto, un’idea che faccia capire il vero valore dei contenuti creati. Concorderete esperienze, attività ma anche numero di stories e post sul suo feed. 

Il contratto

Ok avete trovato la persona giusta, lo avete contattato e vi siete accordati. Bene, se l’influencer verrà pagato per l’attività svolta ricordatevi di mettere per iscritto gli accordi presi e di farvi mandare un resoconto dell’attività svolta.  

Ora avete molti elementi per valutare se integrare nella vostra strategia anche un’attività di influencer marketing. Buon lavoro e fateci sapere come vanno le vostre collaborazioni!

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